mercredi 22 décembre 2010

I preti irlandesi al cospetto del Papa per gli scandali sessuali

I vescovi d’Irlanda, per due giorni a colloquio con il Papa per chiarire le circostanze di circa 300 abusi perpetrati su minori nel corso di 30 anni, documentati in due distinti, pesantissimi, rapporti giudiziari, ammettono le loro colpe, e assicurano che l’incontro con il Papa non si limiterà ad un «esercizio cosmetico».
Il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, mond. Joseph Duffy, vescovo di Clogher:«Ammetto con molta franchezza quello che tutti sanno», ha detto Duffy, secondo quanto riportato dalle fonti, episodi che hanno inferto alla Chiesa «ferite profonde», mettendola in una «situazione molto seria». Un «grave danno», «all’autorità della Chiesa e alla fedeltà al Vangelo di Gesù Cristo» rispetto al quale l’incontro di oggi e domani con il Papa non si rivelerà «un semplice esercizio cosmetico».
E  intanto si allarga a dismisura un nuovo scandalo di abusi sessuali di preti cattolici su minori, questa volta nel collegio berlinese di Canisius: sono almeno 100 le giovani vittime di reati a sfondo sessuale commessi da ex insegnanti gesuiti. Lo scandalo è partito dal Canisius, ma si è allargato anche alla Sankt Ansgar Schule di Amburgo, al St. Blasien nella Foresta Nera (Baviera), e all’Aloisiuskolleg di Bonn-Godesberg, tutte scuole dell’ordine di S. Ignazio. Un’inchiesta del settimanale Der Spiegel pubblicata la settimana scorsa, ha accertato, in 24 delle 27 diocesi della Germania, un totale di 94 religiosi o laici sospettati di abusi sessuali, dal 1995 a oggi su giovani dai 10 ai 19 anni.

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